Nel 1941 nasceva la Peugeot Vlv (Voiturette Légère de Ville)
Peugeot si accinge a introdurre sul mercato una vettura
rivoluzionaria, la Nuova 208. Rivoluzionaria per la tecnologia e le soluzioni
stilistiche che adotta ma anche rivoluzionaria per quanto riguarda
l’alimentazione con cui può esser scelta. Per la prima volta, infatti, Nuova
208 può esser acquistata, oltre che con motore benzina o Diesel, anche con
motorizzazione 100% elettrica. Non è certo la prima volta che la Casa del
Leone introduce sul mercato un’auto con motore elettrico.

Senza benzina e materie prime, l’automobile affronta il
periodo più oscuro sotto l’Occupazione. Fin dal 1940 Peugeot avverte
la necessità di immaginare una vettura sostitutiva, che richiedesse il minimo
di lamiera, una Cyclecar come la Quadrilette a suo tempo, ma che
utilizzasse l’elettricità. Gli ingegneri de La Garenne lavorano sull’argomento
sin dagli Anni ’20 con gli specialisti di questi motori e dei componenti
specifici. I risultati sono incoraggianti: su una Peugeot 201 il consumo è
di 14-15 kW/h per 100 km con velocità medie in città di 25 km/h. Se l’utilità
di un simile cambiamento tecnico non è ancora evidente, tutto cambia nel 1940.
Dopo aver pensato di utilizzare i brevetti CGE-Grégoire, Peugeot cambia
direzione nel mese di agosto e prepara un proprio Cyclecar da 550 kg “il tipo
New-Map” realizzato artigianalmente. Due esemplari vedono la luce nel settembre
1940. Battezzata VLV, per “Voiturette Légère de Ville – piccola
vettura da città”, viene presentata per l’omologazione il 28 marzo 1941. È
lunga 2,67 m larga 1,21 m, la VLV è una due posti, in alluminio per
non pesare che 365 kg, batterie comprese. Queste sono posizionate davanti
mentre il motore elettrico è dietro, sviluppa una potenza di 2 CV, ha un’autonomia
di 80 km (Nuova e208 garantisce oggi un’autonomia di 340 km) e
una velocità massima di 32 km/h. L’accoglienza da parte della stampa specializzata
è abbastanza realistica “questa vettura costituisce un mezzo comodo per gli
spostamenti in città e in periferia. La velocità è sufficiente in città: con la
vetturetta elettrica Peugeot si possono raggiungere le prestazioni di
un ciclista di buon livello e allenato, il tutto senza la minima fatica”.
La Peugeot VLV diventa allora la vettura dei medici e
degli avvocati, ma anche della Posta. Tenuto conto delle difficoltà di
approvvigionamento delle materie prime e degli accumulatori, il ritmo della
produzione è molto caotico. Dalle officine de La Garenne usciranno 377 Peugeot
VLV prima che il Comitato d’Organizzazione dell’Automobile - organismo
costituito dallo Stato nel periodo Vichy - la vieti nel 1943. Questo comitato
vieta che un costruttore possa diversificare l’attività. Lungi da un errore di
analisi, si tratta di non limitare i mezzi industriali disponibili per il Terzo
Reich.
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