70 anni di Dauphine: l'auto che ha cambiato il volto di Renault

 Lanciata nel 1946, la 4CV apre la strada ad una nuova era per Renault. Lanciata sul mercato nel 1956, Dauphine prosegue questa dinamica e sostiene l'ascesa dell'automobile popolare. Nel giro di un decennio, questi due modelli iconici accompagnano la rinascita dell'azienda, rendono l'automobile alla portata di tutti e scrivono una nuova pagina del suo sviluppo industriale, esprimendo lo stesso obiettivo ambizioso: rendere l'automobile accessibile a tutti, preparando al tempo stesso le evoluzioni del futuro. Ottant'anni dopo, quest'eredità continua ad ispirare Renault Group. Vi raccontiamo la storia di Dauphine, progettata per prendere il posto della 4CV ed affiancare Renault in una nuova fase del suo sviluppo, sia in Francia che sui mercati internazionali.

 

•    Presentata nel 1956, Renault Dauphine prende il posto della 4CV per continuare a soddisfare le nuove attese degli automobilisti.

•    Con oltre 2,1 milioni di unità prodotte, diventa uno dei più grandi successi nella storia di Renault.

•    Prodotta in particolare a Flins, contribuisce a rendere questo nuovo stabilimento un importante sito industriale e a sostenere l'internazionalizzazione di Renault.

•    Da Dauphine Gordini ai successi nei rally, un processo che dimostra come un'auto popolare possa diventare anche un'auto sportiva.

•    Con Henney Kilowatt, sviluppata sulla sua base fin dal 1959, Dauphine scrive addirittura una delle prime pagine della storia dell'auto elettrica moderna in casa Renault.

 

1956. 4CV apre la strada. Dauphine punta più in alto.

 Nel 1949, mentre la 4CV sta appena iniziando a riscuotere successo, Pierre Lefaucheux, CEO di Renault dal 1945, pensa già al nuovo modello. La Francia sta cambiando, i redditi aumentano e gli automobilisti iniziano ad aspettarsi di più dalla propria auto: più spazio, più comfort, più eleganza. Il progetto della nuova vettura, internamente noto come “progetto 109”, prende il via nel 1951.

Come la 4CV, la futura Dauphine mantiene la configurazione a motore posteriore, ma incrementa le dimensioni, l'abitabilità e le prestazioni. Il motore a quattro cilindri da 845 cm³ eroga 30 cv, consentendole di raggiungere circa 115 km/h. Con quattro porte, bagagliaio da 380 litri e peso contenuto, offre un compromesso particolarmente allettante per una clientela che sta entrando in una nuova società dei consumi.

Il nome stesso ricorda il legame con il modello precedente. Poiché la 4CV era diventata la “regina” delle vendite, la nuova arrivata ne sarebbe stata la “dauphine”, ossia l'erede. Qualche anno più tardi, l'auto avrebbe, a sua volta, conquistato la leadership del mercato francese.

Ma Dauphine non si limita a riprendere la ricetta della 4CV. Cambia anche il modo in cui Renault concepisce l'automobile. Le ricerche di mercato assumono un ruolo sempre più importante nella progettazione del veicolo. Il costruttore cerca di capire le attese dei futuri clienti fin nei minimi dettagli, dai colori ai materiali, passando per l'atmosfera degli interni.

È qui che entra in gioco Paule Marrot. A partire dal 1953, la decoratrice ed artista collabora con Renault sui colori della carrozzeria e degli interni; contribuisce ad introdurre tinte più vivaci ed allegre in un'industria automobilistica ancora dominata dalle tonalità scure. Dauphine verrà così proposta in una gamma di circa 30 tinte pastello, una novità che contribuisce a forgiarne l'identità e decretarne il successo.

 

Per produrre Dauphine in serie, Renault dispone di una nuova risorsa industriale: lo stabilimento di Flins, inaugurato nel 1952. Lo stabilimento assembla la prima Dauphine nel 1956 ed in breve tempo diventa uno dei grandi simboli dell'ascesa industriale di Renault.

L'aumento della produzione è spettacolare. Dauphine diventa l'auto più venduta in Francia dal 1957 al 1961, superando infine i 2,1 milioni di unità prodotte. Inoltre, è realizzata o assemblata in diversi Paesi, in particolare in Belgio, Spagna, Italia, Argentina, Brasile e Messico. Con questa diffusione internazionale, Renault persegue un nuovo obiettivo ambizioso: non essere più solo un costruttore francese, ma diventare un player internazionale del settore automotive.

Gli Stati Uniti costituiscono una sfida di tutto rispetto. Renault vi intravede un incredibile potenziale e l'esordio di Dauphine è spettacolare. Le esportazioni crescono rapidamente, rendendo la piccola francese un'auto diffusa sulle strade americane. Quando, alcuni anni dopo, questa dinamica si esaurisce, l'esperienza contribuisce a far evolvere la visione di Renault sui mercati internazionali e sulle attese degli automobilisti.

Anche il destino di Dauphine oltreoceano sarà inaspettato. Nel 1959, funge da base per Henney Kilowatt, un'auto elettrica sviluppata per il mercato americano. Quest'esperienza è poco nota, ma costituisce una sorprendente anticipazione delle ricerche successivamente condotte da Renault nel campo della mobilità elettrica.

 Come la 4CV in precedenza, anche Dauphine ha avuto diverse vite. Come vettura per le famiglie, modello sportivo ed auto da rally, è andata in breve tempo oltre il ruolo per il quale era stata concepita.

Dal 1956, Dauphine si distingue nel mondo delle gare vincendo il Tour de Corse. L'anno successivo, Amedeo Gordini, ex pilota e preparatore automobilistico, si avvicina a Renault. Soprannominato “il Mago”, mette il suo know-how al servizio del costruttore francese e si adopera, in particolare, per migliorare il motore ed il cambio di Dauphine, creando una versione più performante e sportiva. Nasce così Dauphine Gordini, presentata al Salone dell'Auto di Parigi nel 1957. Nel 1958, Dauphine vince anche il Rally di Montecarlo mentre, pochi mesi dopo, Dauphine Gordini si attesta al primo posto nel Tour de Corse.

Con Dauphine Gordini, Renault aggiunge un ulteriore pizzico di personalità alla sua piccola berlina familiare. L'auto rimane accessibile e pratica nell'utilizzo quotidiano, ma sa anche dimostrarsi piacevole da guidare su strada e competitiva nei rally. Questo mix tra auto di tutti i giorni e vettura per il piacere di guida contribuisce in modo determinante all'immagine di Dauphine.

 

Sessant'anni dopo il lancio, Dauphine racconta la storia del passaggio di Renault da un'azienda che si ricostruisce ad un'azienda che acquisisce una nuova dimensione. Se la 4CV aveva permesso al costruttore di rientrare in contatto con il pubblico, Dauphine gli dà un nuovo obiettivo ambizioso da erseguire: pensare più in grande, guardare più lontano e andare più veloce.

Commenti

Post popolari in questo blog

Genova: ad Orientamenti uno stand dedicato all’ Educazione stradale

The I.C.E. St. Moritz 2026: definitala giuria internazionale

Rc Auto: un milione e mezzo di automobilisti nel corso del 2026 pagherà quasi il doppio